Valdesi: aperto Sinodo, con deboli valutare presente e futuro
“Sono i deboli a essere il prisma attraverso cui valutare il presente e il futuro”: lo ha detto il pastore metodista Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, durante il culto di apertura del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, cominciato oggi a Torre Pellice (Torino). Al Sinodo, ritrovo annuale delle chiese metodiste e valdesi (unite dal 1975), partecipano 180 membri con diritto di voto, pastori e laici in numero uguale. I valdesi in Italia sono circa 40mila; le chiese 120, di cui 41 in Piemonte.
Vi sono, inoltre, numerosi ospiti, rappresentanti di diverse chiese evangeliche e organismi ecumenici dell’Europa, degli Stati Uniti e dell’Africa, tra i quali il pastore Claude Baty, presidente della federazione protestante di Francia, il pastore Setri Nyomi, presidente della Comunione mondiale delle chiese riformate, e il vescovo di Pinerolo (Torino), mons. Piergiorgio Debernardi, membro della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della CEI (Conferenza Episcopale Italiana).
I lavori del Sinodo entreranno nel vivo domani con la lettura della relazione della Commissione d’esame sull’operato della Tavola valdese, organo esecutivo dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi. Il Sinodo si concluderà venerdì prossimo, 26 agosto, con l’elezione degli organi esecutivi. Durante il culto di oggi, è stato consacrato un nuovo pastore, Francesco Mayer.